Radici giudaico-cristiane? Ma va là! Ma va la!
Appena arrivato in Israele, Silvio Berlusconi,avendo accanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha dichiarato: “Abbiamo l’orgoglio di essere noi, con la cultura giudaico-cristiana, alla base della civiltà europea”. Ma questa è una battuta da comizietto di paese o tutt’al più la solita cialtronata fatta da qualche ossequioso turiferario governativo o da qualche untuoso maggiordomo televisivo; il presidente del Consiglio no; lui non può dire una simile enormità. Io dico: siamo sicuri di avere queste radici giudaico-cristiane noi, appartenenti a un’Europa, dove fino a “ieri” un cristianissimo Torquemada tormentava allegramente e metteva sulla graticola l’ebreo spagnolo di turno? E poi, per limitarci ad altri pochi (?) crimini commessi nella civilissima e cristiana Europa,basta fermarsi a Innocenzo IV che fece bruciare in piazza la Torah e condannò il rabbino capo; o ai civilissimi cristiani del Rinascimento, che, in occasione della rappresentazione della passione di Cristo al Colosseo, vedevano centinaia di ebrei aggrediti perché deicidi, mentre a Campo Fiori andavano in scena decine di roghi di ebrei. Tralasciamo tutte le bolle, le leggi, le consuetudini che ghettizzavano gli ebrei e il fatto che si dovette aspettare il Concilio Vaticano II (bolla Nostra aetate), in cui finalmente si affermava che dovevano assolutamente aver termine «gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’ antisemitismo dirette contro i giudei in ogni tempo e da chiunque». Insomma, sui cristiani e gli ebrei tutti sappiamo tutto; conosciamo infatti – della stragrande maggioranza dei primi – , l’ardente vita, falsamente ispirata a principi evangelici e conosciamo anche – delle centinaia di migliaia dei secondi – l’arrivo a Dachau e la loro “ardente” morte.
Caro presidente, continui a raccontare barzellette; sanno un po’ di cabaret di quart’ordine, ma almeno mi fanno sorridere e non mi fanno salire un brivido nella schiena.
2.2.2010

