Alle solite parole trionfalistiche del Presidente del Consiglio sulle tasse (“Abbiamo abbassato le tasse … Non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani … etc”) ha risposto Bersani in parecchie occasioni, dicendo cose del tipo:”Il governo Berlusconi ha battuto ogni record per la crescita delle tasse”. Ora a me non piace che il Segretario del PD si lasci trascinare in simili scaramucce che mi ricordano tanto gli innocenti battibecchi infantili (‘Io non ho mangiato la marmellata’ – ‘No, proprio tu hai mangiato la marmellata’). A me piacerebbe invece che il segretario Bersani lasciasse giudicare ai lavoratori dipendenti e ai pensionati se, con il governo Berlusconi, si sentono più poveri o no; se sentono che le mani del fisco siano diventate più rapaci o no; se il potere d’acquisto sia diventato più solido o no; se nei comuni tasse e balzelli vari siano diventati più pesanti o no. Bersani invece tutti i giorni dovrebbe darci assicurazione che la riforma della legge elettorale, il ripristino della legalità democratica, l’abrogazione delle leggi-vergogna, l’eliminazione del conflitto di interesse continuano a essere, nel PD, gli obiettivi prioritari e imprescindibili a medio e lungo termine; detto in modo più semplice, Bersani dovrebbe dirci se tali cose continuano a essere o no in cima all’elenco delle cose da fare.